Tre soci: un italiano, un francese ed un tedesco…
L’arte di saper far parlare il legno. Dietro i trent’anni di attività di Arte Rovere Antico si celano passioni, amicizie, esperienze, scelte, realizzazioni per narrare le quali difficilmente bastano le sole parole. Queste, infatti, ci possono raccontare come, nell’ormai lontano 1979, nasce ad opera del francese Pierre Bacon, una piccola falegnameria tra le mura di un mulino che, con il tempo, darà luce a creazioni di pregiata bellezza.
Passano gli anni e entreranno nell’azienda Domenico Muratore e Martin Steil, si intessono collaborazioni con architetti, aumentano i clienti ma nella bottega dell’arte di Riva di Pinerolo, resta immutata la voglia di far bene, artigianalmente, avendo cura dei particolari, della scelta dei materiali e delle finiture di pregio, realizzate rigorosamente a mano.
Pierre Bacon
Trent’anni or sono Pierre Bacon lasciava la Savoia per la pianura del pinerolese, dove decise di fermarsi catturato dalla privilegiata vista che da lì si può godere sulle montagne. Contaminato dallo spirito artistico di Beppe Picco e addentrato nelle tecniche di restauro da Giovanni Cappa, imparò da sé il duro mestiere del falegname, improvvisando inizialmente un laboratorio nella vecchia cascina in cui viveva.
Se in famiglia nessuno gli aveva trasmesso l’arte del lavorare il legno, certo non si può dire che non avesse ereditato una spiccata abilità nei lavori manuali. Senza sapere a cosa lo avrebbe portato il suo sperimentare, dettato allora più da necessità che da ricerca estetica, iniziò a raccogliere vecchie travi da baite e cascine abbandonate per trasformarle in assito per la costruzione di mobili, avviando la pratica del riutilizzo di materiali nobili, successivamente seguita anche da altre falegnamerie.
Negli anni la sua tenacia e la sua passione furono ricompensate dal successo riscontrato da Arte Rovere Antico per la ricercatezza delle proprie realizzazioni: una sfida vinta anche grazie alla collaborazione e all’amicizia dei due soci, Martin e Domenico. Ancor oggi, a distanza di tanti anni, dopo un lungo percorso professionale, è possibile scorgere sul suo volto quella stessa curiosità e capacità di emozionarsi di fronte alle cose del passato, che da adolescente lo catturava quando, durante una gita con gli sci, scopriva una baita abbandonata. Una passione che lo accompagna anche sul lavoro, dove ogni realizzazione diventa un po’ parte di sé: a sigillo di questo legame, Pierre lascia, solitamente, una monetina incastrata in una delle fessure di un trave.
Mimmo Muratore
Non aveva che quindici anni quando Domenico si presentò da Pierre Bacon chiedendo di poter lavorare presso il suo laboratorio di falegnameria durante l’estate. Non conosceva nulla del mestiere e sapeva che avrebbe dovuto incominciare da zero ma, dovendo guadagnare qualche soldo, preferì questa strada diversamente da tanti suoi coetanei, impegnati stagionalmente nella raccolta della frutta. Poco più che un ragazzino, dopo alcuni anni si allontanò per maturare altre esperienze, fintantoché un giorno si ripresentò in falegnameria, questa volta deciso a fermarsi. Era bravo e appassionato, tanto che Pierre si convinse in breve a condividere con lui a pieno titolo la propria attività.
Da allora è uno dei tre soci di Arte Rovere Antico: nell’arco della sua esperienza lavorativa ha saputo coniugare il restauro, la falegnameria e l’arte applicata al legno, collaborando, per oltre dodici anni, con artisti italiani e stranieri all’allestimento delle mostre del Museo d’Arte Contemporanea del Castello di Rivoli.
Sensibile al fascino della storia fin dai banchi di scuola, ancora oggi, quando costruisce mobili interpretando la tradizione locale, non si esime dal documentarsi: in ogni oggetto rivive un pezzo di storia legata a luoghi e persone diverse. Quando un mestiere non è solo un lavoro ma soddisfa una passione personale, si crea una particolare osmosi affettiva tra l’uomo e le proprie realizzazioni: Domenico gli dà voce siglando il legame che lo unisce a un particolare pezzo di legno – sia esso stato impiegato per realizzare una boiserie, un mobile piuttosto che un pavimento – ponendovi sempre, in un angolo un po’ nascosto, la sua firma.
Martin Steil
Uno sguardo trasparente, la figura slanciata, l’evidente imbarazzo nel dover parlare di sé, celano in Martin la passione per il legno, nata proprio tra le mura del vecchio mulino di Riva di Pinerolo, da trent’anni sede di Arte Rovere Antico. Lasciata la Germania, dopo una scuola professionale e alcuni anni di esperienza in Lussemburgo, in occasione di uno stage estivo presso la “bottega dell’arte” fondata dal savoiardo Pierre Bacon, decide di stabilirsi nella bassa valle del pinerolese divenendo uno dei soci di Arte Rovere Antico.
Quando parla del legno, una luce gli illumina lo sguardo, come se si trattasse di un compagno di avventure, un vecchio amico.
Ne conosce i segreti, il comportamento, i difetti, ma soprattutto come esaltarne i pregi: cosa occorre fare per donare un aspetto antico a un legno “nuovo” e cosa per ripristinarlo quando è vecchio, il tutto avendo cura di mediare tra le esigenze e i gusti del cliente, la sapienza artigianale del legno lavorato dalla mano dell’uomo e una spiccata sensibilità verso il patrimonio culturale locale. In una progettazione degli spazi a misura d’uomo, dove la sfida sta nell’affiancare nuove proposte al gusto della tradizione, la bellezza artistica delle realizzazioni, oltre al risultato finale, è data dall’unicità delle creazioni.

