
Pierre Bacon
Trent’anni or sono Pierre Bacon lasciava la Savoia per la pianura del pinerolese, dove decise di fermarsi catturato dalla privilegiata vista che da lì si può godere sulle montagne. Contaminato dallo spirito artistico di Beppe Picco e addentrato nelle tecniche di restauro da Giovanni Cappa, imparò da sé il duro mestiere del falegname, improvvisando inizialmente un laboratorio nella vecchia cascina in cui viveva.
Se in famiglia nessuno gli aveva trasmesso l’arte del lavorare il legno, certo non si può dire che non avesse ereditato una spiccata abilità nei lavori manuali. Senza sapere a cosa lo avrebbe portato il suo sperimentare, dettato allora più da necessità che da ricerca estetica, iniziò a raccogliere vecchie travi da baite e cascine abbandonate per trasformarle in assito per la costruzione di mobili, avviando la pratica del riutilizzo di materiali nobili, successivamente seguita anche da altre falegnamerie.
Negli anni la sua tenacia e la sua passione furono ricompensate dal successo riscontrato da Arte Rovere Antico per la ricercatezza delle proprie realizzazioni: una sfida vinta anche grazie alla collaborazione e all’amicizia dei due soci, Martin e Domenico. Ancor oggi, a distanza di tanti anni, dopo un lungo percorso professionale, è possibile scorgere sul suo volto quella stessa curiosità e capacità di emozionarsi di fronte alle cose del passato, che da adolescente lo catturava quando, durante una gita con gli sci, scopriva una baita abbandonata. Una passione che lo accompagna anche sul lavoro, dove ogni realizzazione diventa un po’ parte di sé: a sigillo di questo legame, Pierre lascia, solitamente, una monetina incastrata in una delle fessure di un trave.










