La casa
Il progetto di arredamento della casa in generale prevede la progettazione di mobili, soffitti, boiserie di rivestimento in abete fumè. Lo stile scelto dalla famiglia di Paola è un “rustico-elegante”, ossia l’impiego di materiale non troppo trattato ma con qualche fine dettaglio inserito.
Anche se apparentemente può sembrare irrilevante al fine della nostra progettazione, per evitare l’effetto “camera a sé” era fondamentale creare una coerenza di arredo che si rispecchiasse in tutta la casa, camera di Paola compresa ovviamente.
Il materiale legno, piallettato a mano, restituisce un’immagine di calore e semplicità che permette di leggere l’intera casa poeticamente sotto la forma di “rifugio”. Il legno è un materiale caldo, solido, dalla texture naturale sempre differente, restituisce la luce e riscalda anche termicamente gli ambienti: come materia prima del progetto, si è rivelata una grande risorsa, colma di potenzialità da declinare secondo l’esigenza.
Il progetto
La camera di Paola misura 17,5 mq. Alla stanza si accede direttamente dal corridoio d’ingresso, è presente una finestra con affaccio ad ovest, e nella parete sud della camera è collocata la porta scorrevole che mette in comunicazione la stanza matrimoniale con quella della figlia.
Sulla base della pianta, si è deciso di suddividere la camera secondo le seguenti “aree”, descritte anche in figura
zona notte
zona studio
zona terapia
zona armadio
Oltre le diverse abilità
di Sara Ceraolo - sara@arterovereantico.it
Utenti esigenze e bisogni
L’attenzione alle esigenze, ai bisogni e alle richieste nel campo dell’arredamento residenziale comporta una grande responsabilità per chi progetta: l’atteggiamento deve essere di ascolto, accoglienza e mediazione progettuale. Le soluzione adottate dal progetto devono crescere in constante riscontro e coinvolgimento di tutti gli utenti interessati. Il progetto, inoltre, proprio in accordo a ciò che prevede la normativa, deve contemplare la possibilità di essere riadattato in futuro alla luce di esigenze in trasformazione.
Trattandosi di un caso di edilizia privata residenziale, è stato possibile mettere direttamente a fuoco una sola condizione di persona con disabilità, quella di Paola, al fine di rendere più pratica, piacevole e funzionale la vita della ragazza all’interno del suo spazio.
Il confronto è servito per individuare i bisogni della bambina, della sua famiglia, le sue necessità quotidiane e quelle future, vista la sua giovane età e la sua crescita.
Come ogni progetto, anche in questo caso l’ascolto dei diretti interessati è stato il primo passaggio che ha permesso di entrare a contatto con il progetto: nessuno meglio che Paola e la sua famiglia poteva sapere quali caratteristica la cameretta avrebbe dovuto presentare. Il progetto non sarebbe stato unicamente per lei: come in molti altri casi di universal design, la presenza della famiglia nella vita della persona con disabilità è attiva e fondamentale, e considerato l’elevato bisogno di assistenza della bambina, è stato determinante progettare anche in funzione dei familiari.
Paola ha solo 12 anni di età, quindi il progetto dovrà “crescere con lei”, prevedendo modifiche o accorgimenti da inserire in futuro.
La ragazzina è condizionata dalla disabilità fin dalla nascita: non sapendo cosa significhi una vita “abile”, ogni accorgimento che migliori la sua condizione precedente costituisce una buona conquista verso il miglioramento della qualità della vita.
A causa della quadriplegia spastica Paola ha dovuto passare svariati mesi in ospedale in ogni età della sua vita, sarà importante che la sua camera differisca il più possibile dall’ambiente ospedaliero. La “casa” dovrà essere percepita come luogo sicuro, calmo, accogliente, e la stanza di Paola avrà il compito di farla sentire “nel suo territorio”.
Le attrezzature mediche e di supporto che dovranno essere installate dovranno essere integrate nell’arredamento, la loro posizione e armonizzazione nel contesto dovrà essere progettata esattamente come viene fatto per una lavastoviglie in cucina o un televisore in soggiorno.
Dovrà essere prevista la possibilità di installare ausili differenti nel corso del tempo, quindi una parte del progetto dovrà essere “aperto”.
Nella vita di Paola, come in quella della maggior parte delle bambine, la mamma ha un ruolo fondamentale. La signora Francesca, la mamma di Paola appunto, è stata fondamentale nella delineazione del quadro esigenziale della camera. Le richieste di Francesca fanno i conti da un lato con la volontà di offrire alla figlia la qualità di vita più alta possibile, dall’altra con il desiderio di arredare una casa nuova secondo un filo conduttore ed un gusto che siano comuni a tutti gli ambienti.
I principali problemi posti alla nostra attenzione sono stati:
- l’esigenza di un controllo costante, un monitoraggio delle attività della camera anche dal piano terra dell’abitazione;
- una soluzione alla crescita di Paola che ha reso impossibile per Francesca lo svolgere le attività che implicavano il sollevarla;
- la predisposizione di superfici lisce e pratiche per l’appoggio degli oggetti della vita quotidiana di Paola;
- un’organizzazione dello spazio che tenesse conto della fisioterapia che la bambina svolge quotidianamente;
- l’installazione di una postazione pc, il quale svolge un ruolo educativo-riabilitativo nella terapia di Paola;
- la presenza di armadi/contenitori per ospitare gli abiti di Paola.
Trattandosi di una famiglia molto unita, è stata espressa la richiesta di progettare uno spazio adatto all’interazione con tutti i componenti, dove ad esempio la sorella minore di Paola potesse giocare tenendole compagnia…ed eventualmente disturbandola, proprio come succede in tutte le famiglie!
Zona notte
Il progetto prevede l’inserimento di un letto ad una piazza e mezza (130 cm). E’ stata prevista una rete con movimentazione elettrica per facilitare la vita quotidiana diurna di Paola ma anche della mamma: un meccanismo permette sia la variazione di altezza del materasso, sia la movimentazione di poggia schiena e arti inferiori [...]
Il rischio di inserire un dispositivo meccanico era però quella di rendere la zona letto “ospedalizzata”. Perciò alla rete elettrica è stata affiancata una cornice in legno (come il resto dell’arredamento) che grazie si presta ad ospitare un sistema di drappeggio di stoffa finalizzato a nascondere ruote ed ingranaggi.
Il sistema letto, dotato di ruote, deve essere circondato da un arredamento che consenta il completo movimento di esso. Quattro cassettoni di altezza 30 cm permettono di sfruttare lo spazio in testa al letto senza però ridurne la mobilità poiché la loro altezza è inferiore dell’altezza minima a cui si può posizionare la struttura elettrica.
Il piano-comodino è stato portato ad un altezza tale per cui il letto potesse “sparire” recuperando in questo modo circa 40 cm che altrimenti sarebbero andati persi. A sovrastare il letto, due mensole a giorno e quattro pensili con ante a battente, dotati di ripiani per riporre indumenti ed oggetti.
La superficie di parete interessata dall’arredo è stata rivestita con boiserie, prevedendo prese elettriche per l’installazione di luci da comodino e per consentire il funzionamento di macchinari come quello dell’aerosol di cui Paola si avvale spesso.
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Zona studio
Nella zona dedicata allo studio è stata installata una scrivania accessibile, ampia, prevedendo la possibilità di inserire anche un pc, utilizzato dalla bambina per attività didattiche e ludico-educative.
Per un maggiore comfort della vista è stato collocato il mobile scrivania in prossimità della finestra per beneficiare della luce naturale. [...]
Per progettare il mobile si è tenuto in considerazione l’attuale ingombro della carrozzina e che la scrivania deve avere la possibilità di adattarsi alle eventuali nuove dimensioni delle carrozzine che seguiranno Paola nella crescita. Pertanto la scrivania è regolabile in altezza a seconda delle esigenze che potrebbe incontrare Paola in futuro; ciò è stato possibile integrando alla boiserie delle pareti due guide rese solidali alla scrivania. Regolando le guide, l’altezza del piano varia.
La profondità della scrivania è di 75 cm, per permettere un completo inserimento delle gambe sotto al piano e per garantire una distanza minima tra il viso di Paola e lo schermo del computer (nel caso in cui questo fosse troppo vicino si correrebbe il rischio di incidere negativamente nella vista).
In larghezza, lo spazio libero sotto la scrivania è di 150 cm. Il piano, però negli ultimi 40 cm di larghezza crea una “L”, pensata come mensola di appoggio per i materiali che possono essere utili alla bambina, poiché cassetti o ripiani posti sotto al piano lo renderebbero inaccessibile.
Per agevolare l’inserimento di Paola sotto al piano di scrittura, il sistema di “scomparsa” del letto da la possibilità di guadagnare 40 cm di corridoio riducendo la necessità di compiere manovre con la carrozzina.
Seduta alla scrivania, Paola ha la possibilità di godere della luce diretta e di osservare il paesaggio fuori dalla finestra e di avvalersi di una lampada da scrivania nelle ore buie.
Sopra alla scrivania sono state installate due mensole di cui una ospita la televisione, collocata esattamente di fronte al letto.
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Zona terapia
La vita quotidiana di Paola prevede esercizi motori passivi con una fisioterapista per evitare che le retrazioni tendinee e le contratture muscolari diventino impossibili da gestire. Conseguentemente a questo, la camera deve garantire uno spazio sufficientemente ampio al lavoro della fisioterapista e della bambina, e a contenere gli attrezzi utilizzati [...]
durante gli esercizi. Questi ultimi sono soprattutto oggetti di gommapiuma, plastica, elastici, tappetini: oggetti di poco peso, molto resistenti ma voluminosi.
Grazie all’accorgimento del letto (in parte) a scomparsa, la superficie al centro della stanza si presta per metratura ad ospitare la ginnastica.
Come è possibile notare dalla pianta, sulla parete est della camera è presente una nicchia, che corrisponde al vano sottoscala delle scale che mettono in comunicazione il corridoio adiacente alla stanza alla soffitta.
Si è deciso di sfruttare questo spazio “ritagliato” nel muro come deposito delle attrezzature per la ginnastica: essendo flessibili e resistenti, esse saranno rapidamente sgomberate e riposte nella nicchia, che sarà in parte coperta da un divanetto. Esso garantirà da un lato il contenimento degli oggetti, dall’altro sarà uno spazio di interazione e comfort per i membri della famiglia che vogliano passare del tempo in compagnia di Paola. Il divanetto in questione, solo da due posti, sarà dotato di rotelle con possibilità di blocco, per rendere più comodo e sicuro lo spostamento di questo e l’accesso ai materiali.
In accordo con le esigenze quotidiane di Paola, a lato del divanetto, è stato installato un lavabo accessibile: ad oggi, la bambina non è in grado di provvedere autonomamente alla cura personale, nemmeno nelle azioni meno complesse, quindi il lavabo in camera rappresenta una facilitazione per chi si occupa dell’igiene della bimba, ma allo stesso tempo ci si auspica che in futuro, grazie ai successi della terapia di movimentazione passiva e l’aumento del controllo dei propri muscoli, Paola possa usufruirne in autonomia.
Infine, nella parete nord accanto alla zona letto, è stata previsto l’inserimento di un sollevatore: questo sarà utilizzato sia per sollevare la bambina dentro e fuori dal letto, per sederla in sedia a ruote, per aiutarla a stendersi per svolgere gli esercizi di fisioterapia.
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Zona armadi
La zona armadio si dispone nella parete sud della camera, dove è stato inserito un armadio a due ante, suddiviso internamente tra zona bastoni e zona ripiani; la seconda è di profondità minore, in modo da inglobare e nascondere all’interno dell’armadio la colonna portante presente sulla parete. Nelle ante sono inseriti due specchi, che aiutano [...]
a riflettere la luce naturale, “ingrandiscono” la camera, ma soprattutto sono utili alla fisioterapista che si occupa della ginnastica di Paola.
Nell’ultima parte dell’armadio, è stata inserita una libreria con mensole a giorno dalla triangolare per evitare di restringere lo spazio di passaggio tra la camera della bambina e quella dei genitori.
Infine nella cornice sulla sommità dell’armadio, un lavoro di intaglio del legno permette di inserire e allo stesso tempo nascondere la telecamera interna che, sempre puntata sulla stanza di Paola, permette ai suoi genitori di controllare che stia bene anche dagli altri ambienti della casa attraverso piccoli monitor.
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